BENVENUTI NEL MIO MONDO! Un luogo dove la creatività e la magia s’incontrano e fanno di questo luogo un mondo incantato.. Il mio mondo interiore.

Questo blog è stato chiamato “I racconti di sibilla” perché la mia idea all’inizio era quella di inserirvi racconti di vario genere,ma poi ho capito che dovevo sfruttarlo per dare vita e spazio ad un mio piccolo sogno; Quello di scrivere un romanzo o farne una storia.

QUESTO BLOG SPERO MI SIA D'AIUTO PER CHIARIRMI LE IDEE SULLA STESURA DI QUELLO CHE POTREBBE SPERO UN GIORNO DIVENTARE. (in un lontano futuro)

Sono consapevole che i miei scritti non sono perfetti, sicuramente ci sarà ancora qualcosa da sistemare, da aggiungere o da migliorare.. SONO INOLTRE CONSAPEVOLE CHE IL MIO ITALIANO SIA DA RAFFINARE e di avere ancora molto da imparare. SPERO CHE POSSIATE CAPIRMI. HO BISOGNO DI QUESTO BLOG PER CAPIRE SE L'IDEA è BUONA, SE GLI INTRECCI SONO COERENTI.

Riguardo a tutto il resto ci penserò più avanti. QUANDO QUESTO "ROMANZO" COMINCERÀ A PRENDERE FORMA.

I capitoli li inserisco mano a mano che li finisco perciò non ho la minima idea in realtà del destino dei personaggi di queste mie favole perché crescono con me ogni giorno che passa.

Per capire la storia dovete cominciare dal primo capitolo che s’intitola “Il ritorno di Cloe”

E proseguire con tutti i capitoli che troverete da li in poi e che in qualche modo saranno collegati l’uni agli altri.


Spero di avervi fornito delle buone spiegazioni affinché possiate leggere e capire al meglio i miei racconti.

Detto ciò rinnovo il benvenuto e vi auguro una piacevole lettura!

A presto…Sibilla

mercoledì 15 febbraio 2012

Amato Baccadoro e lo sconosciuto (parte 2)


Ciao miei cari fantasiosi lettori, Questa è la seconda parte del capitolo di "Amato e lo sconosciuto". 
In questi giorni mi hanno detto che il mio modo di scrivere è da raffinare. Anche se lo hanno detto gentilmente io ci sono rimasta male, al punto di non sapere se scrivere ancora, chiudere questo blog o tenerlo come " Blog-Notes" ;) (Block notes) e ho deciso per la seconda opzione.
Come forse avrete letto, questo blog mi servirà a tenere in ordine i vari racconti, per poi ampliarli in futuro quando tutto ciò avrò preso una forma sensata. 
Spero che vi piaccia anche questa seconda parte.

paesaggi

“eh si.. la musa dei poeti mi ha abbandonato.. oh Polinnia! Dove sei!”
disse stringendo saldamente con una mano una bottiglia di vino vuota e agitandola in aria.
“Senti Amato,mi è venuta un’idea!” disse Ettore alzandosi dal tavolo barcollando
“Ho un piccolo locale, uno spazio libero in paese, i miei genitori non lo usano da parecchio tempo, potresti usarlo per fare qualcosa che ti piace! Che dici?”
“Potresti offrirmi una somma simbolica.. la somma sufficiente perché io possa pagarmi il viaggio che desidero fare da un pezzo e tu avresti il tuo negozio!”
“Affare fatto!” rispose con la voce stravolta dall’alcol.
“Che meravigliosa idea! Potrei aprire un negozio!”
“Già! Ma di che cosa?”
“Un negozio speciale! Che risponda ai desideri chi qualsiasi persona soprattutto dei bambini,
insomma tu hai messo da parte un po’ di cose qui!” disse prendendo in mano un oggetto aggiustato da Amato.
“Vediamo tanti bambini che non hanno spesso nulla con cui giocare..”
“effettivamente sarebbe qualcosa a cui avrei pensato spesso..”
“Allora?! Cosa aspetti?” disse Ettore agitando le mani in aria
“D’accordo! Affare fatto!”
Si strinsero la mano con l’accordo di andare l’indomani a vedere il posto.
Presero il treno che li condusse al proprio paese Natale.
La chiesa era sempre li, con affianco al cimitero silenzioso e solenne, una signora vestita di nero intenta a mettere fiori sulla tomba di qualche parente alzò lo sguardo curiosa dai due nuovi arrivi. scrutò minuziosamente le loro persone e poi riprese a fare quel che stava facendo.
Arrivarono al luogo prestabilito avendo terminato la lunga salita prima della chiesa. C’era qualche persona nelle vicinanze che svolgeva le sue azioni quotidiane, c’erano altri negozietti nei dintorni ma pochi. Il resto delle case erano fatiscenti cumuli di pietra rimaste in piedi non si sa in che modo.
Il negozietto era nella piazza centrale, sufficientemente in vista ma allo stesso tempo un po’ nascosto.
“Bene.. questo è il negozio!” disse Ettore con il fiato corto
“Come vedi lo spazio non è grandissimo,ma da qualcosa si deve pur cominciare..” si tenne una mano dietro la schiena per sostenersi dalla fatica.
“Giustissimo amico mio” rispose Amato.
“Però devi tornare a trovarmi, promettimelo.”
“Stanne certo mio compagno di avventura.. Verrò a vedere come te la cavi” disse togliendosi la giacca marrone in velluto.
Dopo aver rispettato il patto concordato la sera prima si salutarono abbracciandosi e augurandosi tutto il meglio l’uno nei confronti dell’altro.
L’ormai ex avvocato fece un giro di chiavi e aprì la porta del negozio che si aprì a fatica ostacolata dalla ghiaia e dal terriccio accumulatasi negli anni, entrò e ad accoglierlo fu una nuvola di polvere che si levò in aria colpendolo in pieno viso facendolo tossire ripetutamente.
Lo spazio era molto piccolo ma alto. Volgendo lo sguardo verso l’alto Amato vide delle scale arrossate dalla ruggine in cui vi erano appoggiati degli utensili che dovevano essere stati lasciati lì da tempo.
Fece scorrere una dito sulla superficie del vecchio e polveroso tavolino abbandonato vicino ad una vetrinetta aperta lasciando una scia rivelando il vero materiale del mobile.
Lo sguardo di Amato toccò ogni oggetto di quella stanza,la poca mobilia che giaceva in quello spazio spoglio,carte di giornali sparsi, qualche lenzuolo o scarto di tessuto ammucchiato agli angoli, qualche arnese da lavoro, e la muffa negli angoli del soffitto altissimo,ispirò profondamente ad occhi chiusi cercando di riflettere sul da farsi, pensò a cosa fare guardandosi attorno, lo spazio non era grande ma era sufficiente per iniziare e organizzandosi bene il negozio poteva anche risultare accogliente.
Uscì per prendere un po’ d’aria, con le mani nei fianchi osservò la piazza e alcuni bambini che giocavano con una palla di pezza, un ricordo affiorò nella sua mente, quando giocava con i bambini che abitavano li attorno, pensava a cosa stessero facendo in quel momento. Ricordava che Forse ne avrebbe incontrato qualcuno ora che si era trasferito in paese,e forse avrebbe incontrato anche i suoi genitori che ancora non sapevano nulla della sua scelta. Aveva scelto da solo cosa fare veramente della sua vita e ne era fiero. Certo, fare l’avvocato sarebbe stato più remunerativo e avrebbe dato più valore alla famiglia, ma non avrebbe fatto la sua felicità.
A presto...Sibilla

8 commenti:

  1. Secondo me vai forte così! :)

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    1. Ciao Melinda! Grazie mille!Mi rendi felice!
      A presto..Sibilla

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  2. A mio parere è già una narrazione bella così, non c'è nulla da raffinare.
    Non lasciare di scrivere, non abbandonare questa capacità che hai e che esprimi molto positivamente.
    E poi si migliora, se è il caso, solo scrivendo, scrivendo senza mai stancarsi....
    Ciao , grazie delle visite

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    1. Ciao Adriana!Grazie mille del tuo bellissimo commento! Sono molto felice!Sono stata tentata di farlo ma non lo farò! Cercherò di continuare,non solo perché mi diverto ma soprattutto perché non voglio perdere il vostro affetto!
      Grazie ancora, a presto..Sibilla

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  3. Ciao Sibi! ottima questa seconda parte,vai avanti così!

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  4. Ciao Lady Ghost! Grazie mille!
    A presto...Sibilla

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  5. Ed io che ti avevo appena risposto sul mio blog sollecitando la pubblicazione... Aspetto la terza parte e poi mi stampo il tutto. Purché non sia prevista una quarta puntata. Un amichevole abbraccio.

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  6. Ciao Elio! Grazie mille! La terza parte arriverà presto!
    Un abbraccione!
    A presto..Sibilla

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